Poche ma assolute certezze sui testimoni di Geova

– Sono sempre in coppia. Come entità singole non esistono. Un po’ come i muschi e i licheni, gli Assiro-Babilonesi o Starsky e Hutch. Si attivano avvicinandoli l’uno all’altro. Se li allontani si spengono. Forse.

– Il vestiario. Le donne: indossano ciò che di meglio gli anni 80 potevano offrire….per arruolarsi nelle dame di San Vincenzo. Gonna sotto il ginocchio, scarpe basse e una pettinatura che arriva dritta dritta dal set de “La casa nella prateria”. Occhiali modello  “Jessica Fletcher 1978” .
Gli uomini: in giacca e cravatta sempre. Detto così potrebbe essere sinonimo di eleganza, ma no. Tutto sembra un po’ prestato da un cugino maggiore, ma soprattutto nessun indumento fa pendant con nessun altro. Che non è facile. Se metti Andrea Bocelli e Ray Charles nudi in un cassonetto per la raccolta dei vestiti, e aspetti un tempo sufficientemente lungo, è facile che escano vestiti con abbinamenti di colori migliori.

– Sono pacifici e remissivi sempre. Che tu li ascolti, li insulti, bestemmi contro il loro Dio, contro il tuo o in stereo contro tutti e due,  non si adirano mai. Se anche mettessi il cemento a presa rapida sulla soglia di casa per buggerarli o li prendessi a martellate sulle gengive, continuerebbero il loro discorso senza alterarsi e con la pace cablata sul viso. Gandhi a confronto era un Hooligan iracondo e con la sindrome premestruale.

– Non ridono mai. Facciamoci delle domande e diamoci delle risposte.

– Sono come Fabio e Mingo, gli inviati di Striscia. Uno parla sempre e uno non parla mai. Per far crollare il loro sistema di coppia è sufficiente rivolgersi sempre e solo a quello che non parla mai.
Costui, non essendo predisposto all’uso della parola, si darà alla fuga, portandosi dietro il compare.

– Sono inopportuni. Più di un mamba nelle mutande o di una pioggia di rane durante un raduno di vegani. Perché non solo ti svegliano alle 8 della domenica mattina, ma scelgono una domenica mattina in cui sei tornato a casa alle 5 dal sabato sera. Si dice che ti seguano per giorni prima di intervenire, in modo da scegliere il momento meno opportuno. E ci riescono sempre. A seguirti è quello che non parla perché a qualcosa dovrà pure servire, no?

– Ti vogliono salvare. Loro possiedono la verità, la chiave della salvezza  (concetto per altro di originalità assolutamente unica nell’ambito delle religioni).
Potrebbero stare a casa svaccati sul divano con la chiave della salvezza in bella vista sul tavolo o infilata nelle mutande e invece no. Come Chuck Norris sentono l’esigenza di fare del bene e salvare le persone. E lo fanno in nome di Geova. E sbagliano profondamente, perché non sanno che  in realtà Geova è testimone di Chuck Norris (cit.)

– Le loro armi. Usano due strumenti (oltre alla mezzaluna) per tritare i maroni fini fini. Il primo è La Torre di Guardia. E’ l’opuscolo che tengono sempre in mano. Le copertine, rigorosamente tinta pastello, rappresentano sempre situazioni improbabili. Tipo mamma e figlio che si abbracciano, mentre sullo sfondo il leone gioca a briscola con la gazzella e il panda li abbraccia. Il titolo in copertina è sempre una domanda che ha un unico grande pregio: ammette sempre come risposta “Appunto!”

Perché pensare al demonio? –  Appunto!
Perché parlare di Dio? – Appunto!
Perché essere testimoni di Geova? – Appunto!

Il secondo strumento che utilizzano è la rivista Svegliatevi!
Che dire se non “Appunto!”?

Alex

Mezzaluna

Un testimone di Geova all’opera

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  1. flampur

    Ultimamente erano alla Fiera di Scauri col banchetto bello illuminato sotto il lampione sfiorati e ignorati da centinaia di persone in fiumana che tra Dio e birra e patatine fritte avevano coscientemente scelto le seconde. In un impeto di non so che volevo addirittura fermarmi a prendermi una specie di volumetto bello corposo che davano via aggratis ma mia moglie, caritatevolmente, ed in nome del suo Dio, mi ha apostrofato: “Se ti fermi ti spezzo le gambe”. Sarà per la prossima, magari, quando citofoneranno dieci secondi prima l’inizio della Finale di Champions..

  2. ergatto

    rispetto a tanti altri scassamaroni hanno il pregio d’allontanarsi velocemente se con cipiglio gli getti la frase: ” non m’interessa grazie” e chiudi la porta !

  3. kikkakonekka

    Fine anni ’80, sono a casa del mio amico Matteo a prepararci per la maturità. Inopportuni come sempre suonano il campanello 2 testimoni di Geova.
    Il mio amico li fa entrare, e poi estrare dalla libreria del soggiorno la Sacra Bibbia e un libro sull’evoluzionismo (cui i Geova non credono). Ne nasce una discussione accesa (di cui mi verogno ancora) con Matteo (alto 2 metri) che li apostrofa malamente e li fa scappare con maledizioni, offese e bestemmie assortite riguardo la loro religione.
    Scena, mitica.

    Datto questo, io sono amico di alcuni TdG i quali non mi hanno MAI rotto le scatole.

    Ciao

    Kikkakonekka

  4. graziaballe

    A me fanno pena…cioè, ti citofonano anche quando fuori grandina…e tu fai rigorosamente finta di non essere a casa perchè tanto a quell’ora sai benissimo che o sono loro o è qualche ubriaco che ha sbagliato portone…ti acquatti in silenzio come se dal pianterreno potessero individuare che sei in casa al 5 piano…
    Mia madre che ormai li riceve perchè di tempo ne ha da vendere e di disquisire sul mistico non è mai stanca, anzi, quasi ottantenne è l’argomento del momento, li adora.
    Si danno un casino da fare per aiutarla anche negli spostamenti, sapendo che è sola, e lo fanno pur sapendo che lei non si convertirà mai…insomma, lo trovo un gesto nobile e disinteressato.

  5. naggingmidget

    Ahahahahahahahah sto rotolando dalle risate dalla battuta su Bocelli e Ray Charles (mettici il copyright perchè è davvero geniale :D)
    A parte questo, ti sei dimenticato una cosa: l’agenda scura, o libro che sia, che si portano sempre dietro che manco Barack Obama in visita alla Merkel…
    Comunque da me hanno smesso di suonare, anche perchè ho la Sala del Regno sotto casa: al centoventesimo no si saranno stufati di suonare.
    E poi, strano e raro caso, ho avuto l’occasione di incontrare uno, e uno solo, testimone di Geova, un vecchietto che ogni tanto mi approccia alla fermata del pullman, e parla solo con me. Ho come l’impressione che non voglia tanto “salvarmi” :’)
    Articolo stupendo.

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