Il caso delle coincidenze

Ne sono convinta: le coincidenze esistono.
Prendete una moneta e lanciatela in aria; avete il 50 % di probabilità che esca testa o croce. A dire il vero c’è anche una minima possibilità che si fermi sul bordo, in equilibrio fra le due facce, ma è un evento talmente raro da poter essere trascurato.
Ora rilanciate e rilanciate ancora e poniamo che per 10 volte consecutive esca testa; se doveste scommette sul prossimo lancio probabilmente puntereste croce; e qui vi sbagliate: la possibilità che esca nuovamente testa è sempre la stessa, e se ne frega altamente del fatto che la stessa faccia sia già uscita per 10 volte consecutive. E’ pura statistica e la statistica se ne impippa della vostra scommessa.

Giocate al superenalotto? Sappiate che le chances di fare 6 sono tante quante quelle di pescare una l’unica pallina da ping pong nera in mezzo ad un campo da calcio coperto di palline bianche. O per farla più semplice: le possibilità che avete di conoscere un tizio una sera, farlo salire a casa vostra, trombarvelo e scoprire che oltre ad essere bello e ben dotato, è anche intelligente e ricco con una casa a Malibù ed è follemente innamorato di voi. Praticamente impossibile. Accontentatevi di una bella trombata, che già è tanto.

Eppure, alle volte, succede. Non a me ovviamente, ma ad alcuni si. E quando capita ci si chiede se dietro questa incredibile casualità non germini un piano più ampio, ai più invisibile agli occhi e scrutabile solo da uno sguardo attento e disponibile. Esiste un destino? E’ possibile individuare un fil rouge che unisce un fatale susseguirsi eventi che conducono la nostra vita verso strade inimmaginabili? Alcuni credono che esista una forza in grado di muovere invisibili fili attaccati alle nostre braccia, spingendoci verso scelte che recano implicazioni inimmaginabili. E vi giuro che se becco il burattinaio che continua a smarionettarmi ad minchiam, gli apro il… la sede della fortuna, ecco. Per altre persone invece anche i fatti più strani possono essere spiegati appellandosi alla pura coincidenza, un’alchimia di caso e di cieca possibilità.

Come quella volta che, dopo essere stata bocciata dall’esame di latino per la quarta volta dal Gran Prof Man Pezz Mer ( odiavo GPMPM e il sentimento era evidentemente ricambiato), decisi di fare una sorpresa al mio (ex) ragazzo, giusto per tirarmi su il morale, portandogli al mattino presto due amorevoli brioches appena sfornate e lo trovai a farsi fare un lavoretto dal forno della mia (ex) migliore amica.
Comunque, in seguito a questo casuale concatenarsi di eventi, i miei amici, coi maroni sfrantucati dai miei continui piagnistei, mi trascinarono ad una serata drag queen, alla quale non avevo nessuna voglia di partecipare: “Dai dai Meli, vedrai che sarà divertentissimo“. E fu li, tra piume rosa e tacchi terrificanti, che si verificò una vera, indimenticabile coincidenza: quella notte incontrai…
– Quel caxone del mio ex che si dava da fare con suo amico Mario?
Magari…
-L’uomo della mia vita, quello ricco bello intelligente ecc ?
Macchè! Figuriamoci.
– Conobbi Jenny, travolgente drag queen di notte e Gran Prof Man Pezz Mer di giorno.

Alle volte capita che la moneta cada in piedi.

Meli
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  1. diamanta

    esser lì… doveva essere bellissimo!

    PS: “Eppure, alle volte, succede. Non a me ovviamente, ma ad alcuni si.” ma comè che capita sempre ad altri, non conoscono nessuno a cui sia capitato direttamente 😛

  2. flampur

    Epperò mi sfugge il nesso tra coincidenze e statistica. Forse che statisticamente una coincidenza prima o poi accade? Ma quella è matematica. Non esiste che un numero al Lotto non sia mai uscito, come potrebbe in teoria, ma solo in teoria. Quindi, frequentando drag queen, prima o poi beccherò anche il mio Capo del Personale. 🙂

  3. kikkakonekka

    Adoro la statistica. Sono anche laureato in statistica. A volte si confonde la ‘statistica’ (che analizza dati già in nostro possesso) con il ‘calcolo delle probabilità’ (che pronostica avvenimenti che devono ancora accadere).

    Dopo aver fatto il professorino che rompe gli zebedei, dico che il tuo blog è bellissimo ed esilarante.
    Le coincidenze? Beh, a dire la verità io non ci credo che esistano.
    Se il tuo prof fa la DQ, e tu fai una serata da DQ, è ‘possibile’ (a livello di probabilità) che tu lo possa incontrare.
    La sorpresa nasce dal fatto che tu non sai che lui fa la DQ, e quindi rimani basita.

    Ma non si è obbligati a pensarla come me. I miei amici mi chiamavano ‘Cartesio’ un po’ perché uso sempre e solo la logica nei miei ragionamenti, un po’ perché mi prendevano per il c*lo.
    La logica, me ne rendo conto, non sempre è la chiave per capire il mondo.

    Ciao

    Kikkakonekka

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