Etichettato: sesso

Gli uomini mentono, ma dopo l’orgasmo (post ad alto contenuto cinico non adatto a un pubblico romantico)

L’orgasmo dell’uomo funziona come la caffettiera. La metti sul fuoco, lei si scalda e, in un tempo più o meno lungo, esce il caffè. Fine. Non ci sono caffè multipli, vaginali, clitoridei o altre cose strane. C’è il caffè basta; e viene su una volta sola. Inutile agitare la caffettiera o rimetterla sul fuoco e aspettare. Bisogna prima ricaricarla.

E fino a qui nulla di nuovo. Ma veniamo all’aspetto fisiologico. In concomitanza dell’orgasmo, il cervello dell’uomo secerne un ormone chiamato orgasmina che lo resetta completamente a livello mentale, facendogli perdere ogni velleità sessuale. Anni e anni di navigazione per siti porno su internet buttati nel cesso. Mai espressione fu più azzeccata.

Quindi, per esempio, se un secondo prima lui avrebbe dato l’anima per toccare due tette (ma anche solo una), un secondo dopo l’uomo si limita, nella migliore delle ipotesi, a riconoscerne l’indubbio valore estetico. Come quando guardi la Venere di Botticelli…bella, ma finisce lì. Non è che poi te la vuoi scopare.

Infine, questo stato fisiologico, è accompagnato da uno stato interiore chiamato “SonoInPaceColMondoNonMiRompereLaMinkia”. Lo si può raggiungere o con una canna o con un orgasmo. Il vantaggio della canna è che, a conti fatti, costa meno. Quando si trova in questo stato, l’uomo non ha bisogno di nulla che non sia una sigaretta, qualora sia fumatore, o di una bella dormita.

E se non ha bisogno di nulla, tanto meno ha bisogno di fare delle coccole. Detto diversamente: l’uomo non è fisiologicamente predisposto per le coccole del dopo.Non è colpa sua, è fatto così. Può pure farle, ma è una forzatura, considerato che, in quel momento, carezzare la donna al proprio fianco o spolverare il comodino (gesto analogo ma di maggiore utilità) gli dà le stesso identico coinvolgimento.

Se le fa mente. È grave? No, perché mente nella stessa misura in cui lo fa quando dice alla propria compagna che è un piacere accompagnarla da Ikea, che sta proprio bene con quel vestitino, che è dimagrita o che il nuovo taglio di capelli è bellissimo.  Ma perché lo fa? La risposta è semplice quanto romantica: profondo e incondizionato amore.

E perché comunque sa che, a breve, avrà voglia di un altro caffè.

Alex

caffè

Il caffè di Alex

L’amore. Quando il fulmine colpisce, i gamberetti tremano

La mia amica  si è innamorata. Così, da un giorno all’altro. Come una quindicenne che ha preso una sbandata per il capitano della squadra locale di rugby. E’ una gioia vederla. Il ritratto della felicità. A tratti la sento ridacchiare e  parlottare  da sola,  un po’ come i matti. La spio di nascosto, voltando appena gli occhi e un breve cenno della testa: la vedo che legge qualcosa sul display del telefono. Non commento né chiedo, anche se muoio di curiosità;  non voglio disturbare il suo mondo di messaggini romantici e promesse erotiche a base di gamberetti in salsa rosa  da sorbire  con qualsiasi mezzo,  tranne che con la forchetta.

E’ ipercinetica,  zompetta qua e là saltellando  sulle piastrelle, come si faceva a dieci anni  col   gioco del gessetto.  Ma, sapendo che ha passato da qualche anno i 40, sono preoccupata per le sue giunture.

E poi canticchia! Canzoni melodico italiano, da Tiziano Ferro, a Laura Pausini. Un vero spasso. Voglio affogarla.

Quando passa il limite di umana sopportazione sfrantucandoci timpani e palle   con motivetti taglia vene, e  la tarantella della sua inarrestabile  ridarola ci provoca sbandamenti da girotondo alcolico, la fulminiamo, io e le altre amiche coppia_scoppiate o zitelle, piantandole  addosso un dardo da mucca pazza, resa pazza dalla protratta assenza di alimentazione adeguata.

“ Siete solo gelose” pigola  lei, tra una risatina e l’altra.

“Sì”  tuono  io “ Assolutamente”.

Mi manca quella incredibile  sensazione di esaltazione che solo l’innamoramento regala, lo stomaco sottovuotospinto, il fremere della pelle sotto le dita, l’attesa della lucina  sul telefono, il cuore impazzito, la testa fra le nuvole.  I sogni agitati, i risvegli all’alba con quel sorriso ebete stampato in faccia.

E ancora la scelta  accurata del vino per la cena, e la ricerca maniacale  delle mutandine nuove, pensando solo a come verranno tolte di li a poche ore. Ore eterne nell’attesa impaziente di labbra e pelle e profumo.

“ L’innamoramento è come l’influenza”, ti prende inaspettatamente, ti da tremori e brividi, ti spacca le ossa, ti annebbia la vista, ti costringe a letto. Poi la temperatura scende, i tremori  si placano, i gamberetti in salsa rosa lasciano posto alla minestrina, i perizomi sexy cedono il posto a mutandoni di cotone brutti ma comodi e la “tartaruga” sul petto di lui diventata un plissettato di comodi cuscini.

Intanto la mia amica continua a  canticchiare  e visto che  oggi  dimostra 10 anni in meno,  chi se ne frega di domani?

In fondo, anche una minestrina, se preparata con amore, può essere  squisita. Con gran sollievo dei gamberetti.

Meli

 

innamorata 2

Le 10 cose che gli uomini dovrebbero capire

–  L’abbinamento reggiseno mutandina è questione di ordine e buongusto. Se pensate che sia superfluo lo è anche la depilazione. Quindi munitevi di machete la prossima volta che le sfilate il perizoma.

–  No, ruttare e scorreggiare non vi  rende più machi  e solo Marlon Brando poteva permettersi la canotta a coste. Anche macchiata. Gli altri uomini no.

– Per le donne  i preliminari  prima e le coccole dopo sono come il sale nel sugo. Se c’è bene; se non c’è cambiano ristorante.

– Per una donna dire “no” a un uomo sperando che capisca l’evidente  “si” che sottintende ( e viceversa) è come  pretendere che lui  capisca l’utilità di abbassare la tavoletta del water.

– Quando un uomo alla sua donna chiede “cosa c’è? ” e lei risponde “nulla”, le possibilità sono  tre: 1)  si sta chiedendo quanti giorni ha di ritardo 2) è incazzata da bestia perché lui non s’è accorto che lei ha cambiato taglio e colore di capelli, o s’è scordato del compleanno/anniversario/onomastico ecc… 3) pensa alla favolosa  nottata di  sesso passata… non con lui. Bravi, non indagate.

– Gli schizzi sul vetro del bagno non sono dovuti alle vostre performance erotiche, ma al dentifricio spatarato(*) quando vi lavate i denti.

– Il frigo che si riempie di cibo, le mutande che passano dallo
stato “buttate per terra” allo stato “ripiegate nel cassetto” e il bagno  pulito non sono fenomeni magici e inspiegabili che prescindono dalla comprensione umana.

– Scarpe e borse sono sempre e comunque poche, indipendentemente da quante già  una donna ne possiede; non chiedetevi a cosa  le serva una  nuova decolleté tinta champagne se già  ne ha una tinta tortora, non lo capirete  mai.

– Avvicinatevi alle donne sempre con estrema prudenza e delicatezza. In particolare quando hanno il ciclo. Ne va della vostra sopravvivenza.

– Non è col caffè a letto, non è con un bacio, non è con due parole dolci nell’orecchio …La migliore sveglia possibile per la vostra donna è, e sempre sarà, una scatoletta contenente un  brillino da 2 carati.

Meli

(*) Spatarato: Voce del Verbo spatarare. Piemontesismo atto a indicare lo spargere le cose senza ordine.

brillino

Il brillino

Le verità che ogni donna deve conoscere

– Gli uomini sanno che i culi veri hanno la cellulite. E la cosa non li turba. Rilassatevi: potete fare sesso con la luce accesa.

– No. Agli uomini non interessa minimamente l’abbinamento di colori tra mutande e reggiseno. In particolar modo nell’intimità.

– Per gli uomini i preliminari e le coccole del dopo sono come le tendine alle finestre: se ci sono bene, ma se ne può fare tranquillamente a meno.

– Dire “no” a un uomo sperando che capisca “si” (o viceversa) è come dare un bastone a un Pitbull sperando che ne ricavi una Madonna intarsiata. Che piange.

– Quando un uomo alla domanda “cosa pensi?” risponde “niente” è proprio così.

– Quando rispondete “niente” a un uomo che vi chiede “cosa pensi?” lui sa che non è così, ma si guarderà bene dal capire cosa c’è dietro quel “niente”. Si chiama istinto di sopravvivenza.

– L’acqua, come tutti i liquidi, evapora. In parole povere: se ne va da sola, prima c’è e dopo non c’è più. Se fissate una goccia d’acqua sufficientemente a lungo la vedrete sparire. Quindi: non serve asciugare il box doccia dopo aver fatto la doccia.

– Checché ne dica, nessun uomo vi accompagna a fare shopping per piacere suo. Lo fa per sottomissione, ottenuta con anni di matrimonio, o per scoparvi.

– Non è col caffè a letto, non è con un bacio, non è con due parole dolci nell’orecchio  La migliore sveglia possibile per il vostro uomo è sempre stata, è, e sempre sarà con un pompino.

Alex

donna3

Donna_autorun.exe

La conosci da poco e quindi è perfetta. Qui potrebbe concludersi il post perché la frase è autoconsistente e dice tutto, ma proprio tutto. Compare la sera e svolazza per casa con la leggerezza di una rondine. Che arrivi da una serata a teatro, dal lavoro o da una dimostrazione del Bimby con le amiche ha comunque le autoreggenti e il tacco 12. Ogni suo gesto e ogni sua parola sono cariche di gioia ed erotismo. E’ geneticamente immune da mal di testa e quindi te la da sistematicamente e ripetutamente. Gira per casa tua nuda indossando solo una tua camicia. E le autoreggenti. Quando si fa tardi prende la sua borsetta, rimette il tacco 12 e con quattro parole, e dico quattro, come è arrivata sparisce:

Amore….sono stata benissimo

Per te, uomo, il rapporto è maturo e perfetto. E lei non ti da alcun motivo di pensare il contrario.

Poi comincia il processo di autoinstallazione.

FASE1: lo spazzolino

Una sera lei arriva più tardi. Si è inceppato il Bimby. Ma ha comunque le autoreggenti e il tacco 12. Te la da come da programma ma poi, abbracciati nudi a letto:

– Se mi fermassi a dormire qui?

– Mi farebbe piacere

– Hai uno spazzolino per me?

Lo spazzolino è solo la testa di ponte. La conquista è iniziata. Non svolazzava per casa come una rondine: era un militare in ricognizione e la sua divisa erano le autoreggenti. Intendiamoci: lo spazzolino di per sé è irrilevante…ma è il primo oggetto non più solo tua in casa. La cosa un po’ ti agita ma la puoi tollerare. Lei coglie la tua insofferenza e quindi ti lascia il tempo di rilassarti dormendo a casa tua un po’ di volte, rigorosamente avvinghiata a te e vestita solo di una goccia di Chanel. Anche se è gennaio. E tu, uomo, ti rilassi rincuorato dal pensiero che a parte lo spazzolino null’altro è cambiato.

FASE 2: le ciabatte.

Una sera lei si presenta e, da una busta di plastica biodegradabile del Bennet che puzza di salsa di soia, la dea delle autoreggenti, la bomba dell’erotismo estrae due ciabatte giganti di pelo marrone con la faccia di Gatto Silvestro. Due ciaspole di pelo. Se lo spazzolino era un oggetto non più solo tuo….qui si tratta di un oggetto suo. Ma tu questa cosa non la cogli perché stai solo cercando di immaginare come potrà stare vestita solo con le autoreggenti e le ciaspole di pelo. E il quadro non ti convince appieno. La fase 2 è caratterizzata dal fatto che lei comincia ad avere sporadicamente mal di testa (derivante dalla fatica del ciaspolare per casa) e talvolta non ha le autoreggenti. Da quel momento le ciaspole, anche in sua assenza, sono parcheggiate nell’ingresso vicino alla porta. I tuoi amici entrando le guardano e ti chiedono se stai con l’uomo delle nevi. Ai loro occhi i racconti che hai fatto su di lei e sulle sue autoreggenti vacillano.

FASE 3: il cassetto

Una sera lei si avvicina ciaspolando a te, svaccato sul divano, e ti chiede:

– Amore mi lasci un cassetto per mettere qualcosa di mio?

– E che ci metti?

– Quello che uso per dormire e un paio di mutande.

Vorresti (e dovresti) rispondere: considerato che fino a ieri dormivi con una goccia di profumo e indossavi solo perizomi micrometrici ti serve proprio un cassetto o ti basta un pacchetto di sigarette vuoto?

Ma rispondi:

– Certo

Dalla fase tre il processo di autoinstallazione è irreversibile. Le prime due cose a finire nel cassetto sono i Moment, per curare il suo cronico mal di testa, e un pigiamone di flanella con disegnati gli orsettoni. Modello antistupro: anche solo per pisciare deve aprire 60 bottoni. Controlli se per caso all’altezza del culo c’è lo sportellone, come sul pigiama che usava tuo nonno, ma non c’è. Non esistono backdoor.

FASI SUCCESSIVE

Le fasi successive sono scandite da frasi di lei, che in alcuni casi vengono apparentemente formulate come domande ma in cui il punto interrogativo è puramente simbolico. La tua risposta è del tutto ininfluente.

– Hai un altro cassetto per me?

– Ho tolto la playstation che era solo lì a prendere polvere

– Ci serve un armadio più grande?

– Ti ho lasciato un cassetto per la tua roba nell’armadio nuovo

– Amore guarda nell’armadietto ma mi sa che non c’è uno spazzolino per te

Il tutto viene intervallato da eventi come la comparsa di un benjamin ficus, l’arrivo di un gatto isterico dal nome cretino tipo Magda (indistinguibile dalle ciaspole) o l’installazione di una serra per i fiori sul balcone.

LA DISFATTA

Dopo un anno girando in casa tua sei a tuo agio come un israeliano nella striscia di Gaza. Al posto della crema da barba c’è la spuma per capelli, il tuo rasoio è pieno di peli di origine ignota e sei costretto a chiedere dove si trova la carta igienica ricevendo risposte tipo:

– Ma è sempre stata lì!!!!!

Il processo di autoinstallazione si considera concluso il giorno in cui vai sul balcone, guardi la serra dei fiori e:

– amore li hai coperti con una zanzariera?

– Ahhh si…visto che bello? Ma non l’ho comprata la zanzariera. Ho seguito i consigli della rivista “Donnatuttofacileaggiustati” e sai cosa ho usato per farla?

– No

– Le autoreggenti! Ricordi?

-Si…ricordo……ricordo…..ricordo….Bel ricordo.

Alex

ar

Lei, fino alla fase 2

Il bottone del controllo

Secondo Wikipedia l’orgasmo  “è un complesso di reazioni neuro-muscolari involontarie, di breve durata, che corrisponde al culmine dell’eccitazione sessuale conseguente alla stimolazione fisica e psicologica delle zone erogene e degli organi sessuali. Nell’uomo il suo esito fisiologico è l’eiaculazione, mentre nella donna sono contrazioni perivaginali, alle quali in alcuni casi si accompagnerebbero fenomeni escretori ecc…. “.

Ciò che non dice è che l’orgasmo è uno dei piaceri della vita. Come la cioccolata, il barolo e l’idromassaggio,  quindi,  secondo me, bisognerebbe cercare di provarlo quanto più spesso possibile, in ogni modo ( in maniera sana ed equilibrata, certo).  Inoltre l’orgasmo si porta appresso numerosi gadgets:  riduce i dolori ( anche il mal di testa) , fa bruciare calorie, tonifica  la muscolatura della zona pelvica, favorisce il sonno e il buon umore. Liberiamo allora  le nostre menti e i nostri inguini  da lunghi secoli di oscurantismo  cattolico e ridicoli sensi di colpa.

“ Non ti masturbare che diventi cieco” diceva il man in black dall’altra parte del confessionale, e la giaculatoria “Non lo fo per piacer mio ma per dare figli a dio”  era recitata dalle  ragazze per bene che indossavano quella meravigliosa camicia da notte fornita di buco per  poter permettere il coito senza denudarsi.

Il piacere femminile è stato per secoli rifiutato, negato, osteggiato.  Ancora oggi si pratica l’infibulazione (l’ asportazione del clitoride, delle piccole labbra e di parte delle grandi labbra vaginali ) che,  oltre ad essere potenzialmente causa di infezioni e decesso,  priva la donna di ogni possibilità di godimento sessuale. E non aggiungo altro sull’argomento  che meriterebbe di essere trattato a parte.

Freud sosteneva che l’orgasmo clitorideo fosse “segno di una personalità immatura”; se infatti l’orgasmo vaginale è funzionale alla procreazione, che senso avrebbe, per Madre Natura ,  dotare il clitoride,  questo  “bottoncino insignificante” , di un così grande potere orgasmico? Che poi per sollecitarlo il pene non serve, o serve a poco; insomma, molto meglio il cunilingus, o le dita o i sex toys! Se c’è tanta ignoranza in materia   forse è anche perché decenni di film e  letteratura ( dai porno di Rocco ai romanzi rosa di Liala) vedono una lei che urla di piacere nell’essere impalata dal di lui membro…

Purtroppo non è così.  Sembra che la maggior parte delle donne ( 70%)  non riesca a raggiungere l’apice del piacere  con la sola penetrazione, e questo proprio perché il buon Dio ( o chi volete voi) ha montato la zona erogena per eccellenza  a qualche centimetro di distanza dalla vagina. Non dentro e, di sicuro,  non in fondo. Capito? E’ per questo motivo che si dice  che il pene grosso non serva a nulla…

Ma allora io dico: perché il buon Dio ( o chi volete voi) ci ha fatti così diversi? Perché l’uomo  gode inserendo la sua cappella della vagina di lei ( o in zone limitrofe,  ma non cambia molto) mentre a lei questo non basta? Non sarebbe stata più facilmente ottenibile una sessualità  appagante per entrambi i partners  se il clitoride fosse stato montato nella vagina? Forse il buon Dio si è sbagliato?  O forse è anche lui fallocentrico?  O  forse era in combutta coi venditori di sex toys!…

Meli

Meli (?) che degusta un gelato

La violenza sottile

Quando Meli stamattina mi ha girato questo post dicendo “voglio pubblicarlo oggi. E’ doveroso” l’ho letto e ho pensato che il tono non fosse il suo solito. Poca ironia, poca gioia, poco di tutto. E soprattutto decisamente esagerato in alcune “trovate”, che oltretutto non facevano manco ridere. Infine mi era sembrata troppo perentoria lei con l’uso di parole come “voglio” e “doveroso”. Ma poi l’ho sentita e ho capito. Non ci sono trovate. Non ci sono invenzioni. C’è solo, se si è uomini come me, da leggere e pensare. Possibilmente stando zitti.

(Alex)

Il mio vicino  folle del piano di sotto colpisce ancora .

Dopo essersi lamentato delle mie attività notturne (paragonabili a suo dire a quelle di Cicciolina dei vecchi tempi e che lederebbero le orecchie implumi del suo figliolo di 10 anni) ed essersi  lamentato pure  della vibrazione del mio telefonino appoggiato sul tavolo della  cucina (e questo vi fa intuire quale sia il  suo equilibrio mentale), ora lamenta il fatto che ci sarebbe uno sgocciolio proveniente dal mio bagno, tipo rubinetto che perde,  e che tal rumore  arriverebbe fin giù al piano di sotto, nella sua camera, a disturbargli il sonno. Vi rendete conto? Sfido chiunque, canidi compresi, ad udire uno sgocciolio in un’altra casa, in una stanza non direttamente collegata; non ho nessun rubinetto che perde, ovviamente…Tuttavia  sono io la colpevole. Punto.
Comunque sia, non  è il supposto stillicidio il vero problema: ciò che è veramente agghiacciante,  lesivo della mia dignità e privacy, è che il gentile vicino nel suo messaggio in FB (mandatomi nonostante il fatto che mai siamo stati  “amici” né mai ci siamo  scambiati alcuna confidenza) si spinge più in là, proponendomi un patto di non belligeranza. Scrive: ” Se mi togli il ticchettio dal soffitto, ti propongo due giorni alla settimana di passione sfrenata con chi vuoi tu, senza proferire parola  né lamentarmi per i tuoi gemiti “.
Come? Come  si permette questo signore, che a mala pena conosco, di interessarsi, interferire, intromettersi ancora  nel lato più privato della mia vita privata anche solo con grossolane battute? Già l’avermi paragonata ad una pornodiva mi sembrava abbastanza. A lui devo chiedere il “permesso”? Questo significa che qualsiasi cosa io faccia, lui sta sempre li, ad ascoltare. Poveraccio e frustrato.
Sono convinta che se io fossi un uomo, anziché una donna single, non oserebbe  simili libertà, siffatte intrusioni. E questo mi fa ancora più incazzare.

E’ difficile vivere da donne. Sole ancora di più. Noi dobbiamo combattere di più, difenderci di più. Non avere una, ma due porte e quattro serrature a proteggerci. Nemmeno nell’intimo della nostra casa possiamo rimanere tranquille? Abbiamo tutte delle scarpe rosse.

Nel 2013, nella più ottusa delle menti, una donna che sceglie (o si trova) a vivere sola, non può che suscitare diffidenza, ed essere vittima di attacchi in quanto considerata vulnerabile. Sei sola? Trombi senza essere sposata?  Ogni tanto cambi fidanzato? Sei una puttana!!! E per questo io, uomo, padre di famiglia regolarmente sposato, mi posso permettere di fare battute e insinuazioni  sulla tua  vita privata.
C’è un sentore  di depravazione in ciò. E confesso di averne timore. Uomini compressi, depressi, violenti in ribellione alla loro pochezza, bigotti, benpensanti, estremisti, contro l’aborto, contro i gay, contro gli immigrati, che vanno al family day e poi urlano  (e non solo) contro la moglie e i figli da mattina a sera. E si masturbano davanti ai porno.

Ci scommetto.

Meli

scarpe

Da bambina pensavo che

– mi sarei sposata col mio compagno di banco Guido. E sarebbe stato per sempre.
– avrei avuto due figli, un maschio e una femmina, e li avrei chiamati Marco  ( come il bambino protagonista di uno struggente cartone animato che parte da solo per l’Argentina alla ricerca della mamma) e Romina ( la mia  vicina di casa bionda e boccolosa, accidenti a lei).
– avrei fatto la maestra, forse perché la maestra sapeva tutto, come la mamma, ma di più.
– volevo fuggire di casa per andare non so dove , bastava star lontana da mia sorella grande che mi mollava sberloni tutti i santi giorni.
– da grande avrei avuto  tutte le risposte, come la maestra, e che niente avrebbe potuto spaventarmi .
– la signorina Rottermaier fosse una vera stronza,  e piangevo guardando Remì, Candy Candy e anche Heidi, quando Clara torna a  camminare.
– avrei avuto una casa grande, col giardino e il cane, oltre al marito e ai figli ovviamente.
-la barba di Babbo Natale pungesse come lana, e il suo naso assomigliasse sospettosamente a quello di mio zio Nino.
– per far nascere un bambino, mamma  e papà dovessero strofinarsi nudi fino a quando gli spermini di papà, simili a girini,  sarebbero usciti dal pisello ( termine piu’ edulcorato di pene) del papà per  entrare  nella pancia della mamma attraverso la patatina ( termine più edulcorato di vagina) dove avrebbero incontrato  un uovo ( come quello di  gallina ma molto molto più piccolo).
Questa la fantasiosa metafora dal titolo “ illustra il sesso al tuo bambino” ottenuta da un interessante connubio di spiegazioni materne a scolastiche.
La scoperta del reale sistema idraulico che porta al concepimento, dell’erezione maschile a dirla  in breve , mi ha lasciata sgomenta, rivoluzionato il mio  mondo di bambina di 10 anni.  Mai avrei pensato che il pisello ( quel salsicciotto poco invitante usato da mio fratello per fare pipì e al quale mai mi sarei avvicinata),  potesse cambiare forma e consistenza e introdursi dentro la, la..la vagina per andare a cercare un uovo, e lì appresso depositare il suo carico di impaziente vitalità. Insomma, io pensavo, nella mia tenera ingenuità infantile, che il prezioso carico venisse depositato all’ingresso del porticato  e non a domicilio. Un po’ come i pesci che spruzzano le uova deposte delle pescie, insomma.

Scoprii che così non era per mezzo di  mia sorella grande che sfogliando  un libro di scienze ancora a me inaccessibile shignazzò alla sua amica “ sembra un appendiabiti”.
Ma come un appendiabiti??? Insomma, che c’entra l’appendiabiti? La risposta mi colse inaspettata  come un’ondata di acqua gelida. Mi sentii  come quando a sei anni mia sorella ( sempre  quella) mi disse “ Certo che era zio Nino a portare i regali, Babbo Natale non esiste, stupida”.
Ma perché mai mi era stata nascosta una tale verità sui rapporti fra adulti? E la mitica maestra? Perché non me lo aveva detto? E la mamma e il papà quindi non si limitavano a strofinarsi nudi. Noooo, c’era di più , molto di più. E quali altre bugie, oltre ala sesso e a Babbo Natale, mi avevano raccontato?
Delusa dal sistema scolastico e dalla approssimativa e  grossolana gestione familiare della mia educazione sessuale decisi che non  volevo piu’ fare la maestra, né tantomeno mi sarei sposata: mai e poi mai avrei permesso a quel coso di sondare le mie intimità. Tu stai a casa tua, salsicciotto gommoso,  che io sto nella mia. E quindi non avrei avuto figli . E nemmeno un cane. Tiè.
E forse anche la signorina Rottermaier non era poi così stronza: se era signorina, non si era sposata, forse proprio perché non voleva nemmeno lei quei cosi nel suo letto. Di colpo la signorina Rottermaier mi stette un poco più simpatica. E poi, alla fine, quando Clara muove i primi passi, si commuove e chiede pure scusa.

Con  seconda media e l’incontro con Simon Le Bon cominciai a valutare un futuro diverso rispetto a quello monacale dei  miei rivoluzionari 10 anni. In fondo, non mi sarebbe spiaciuto strofinarmi con lui e il solo pensiero mi faceva avvampare in pensieri notturni per  me allora ancora  inconfessabili. Ovviamente Simon mai nemmeno mi  degnò di uno sguardo…Stronzo.

La mia scoperta del sesso ebbe luogo molti  anni dopo, quando  con nuova meraviglia  scoprì che la pelle che ricopre il pene è mobile e grinzosa, come quella di certi cani pieni di pieghe.
E che non necessariamente il sesso si fa per avere bambini.
E che il preservativo è scomodo ma necessario.
E che forse la signorina Rottemaier era stronza perché non trombava.
E che da grandi non si hanno tutte le risposte.

Babbo Natale invece….Lo aspetto sempre.

Meli

babbo natale1

Image courtesy of farconville / FreeDigitalPhotos.net