Etichettato: muso

Se non ci arrivi da solo…

Discorso tra te e lei. Argomento a scelta tra i più vari, ma comunque totalmente ininfluente.

Tu (ingenuo): “Amore preferisci A o B?”

Lei: “E’ uguale…scegli tu”

E’ una trappola e lo sai. Ma sai anche che non possiedi nessun meccanismo mentale sufficientemente complesso da indicarti la risposta corretta. Tanto vale tirare a caso, in fondo hai una possibilità su due, c’è di peggio. Quindi ti lanci con apparente e ostentata disinvoltura e, con tanto di sorrisetto scemo, dici “A”

Lei (gelida): “ok”

Segue muso di 4 ore. Ovviamente di lei, perché si sa: gli uomini non sono dotati della muscolatura necessaria per fare il muso. Salto  a pie’ pari la fase denominata: “cosacèchenonva?noniente” e giungo al momento clou, quello in cui inevitabilmente sbagli. Lo sai benissimo che è un errore, ti è già successo e avevi giurato a te stesso che non l’avresti più detto; eppure dalla tua bocca, più spontanee di un rutto in una serata tra amici che guardano la partita bevendo moretti da 66, sgorgano le parole:

“Come mai sei incazzata?”

Fottuto. Game Over. Scacco matto. Hai sbagliato ancora e te ne rendi conto sulla sillaba “za” della parola “incazzata”. Ma oramai è tardi. La macchina infernale si è attivata. I suoi neuroni festeggiano e si abbracciano come i tecnici della NASA quando Apollo11 è allunato. Lo sguardo catatonico negli occhi di lei lascia spazio a quello del trionfo, quello che ti mette a tuo agio come il toro durante la corrida. Tempo di realizzarlo, lei sposta il drappo rosso, scopre la spada e te la conficca dritta tra le scapole:

“Se non ci arrivi da solo è inutile che te lo dica”. Olè.

Crolli al suolo mentre lei si gira verso il pubblico e fa l’inchino chiedendo l’applauso, che arriva puntuale e scrosciante. La maggior parte dei tuoi neuroni si abbraccia piangendo. Solo un piccolo gruppo, più tenace e coraggioso, prova a riportare la calma e, per cercare una via di uscita, rianalizza la logica della frase “Se non ci arrivi da solo è inutile che te lo dica”. Ne evince che la logica è così schiacciante e serrata che la via d’uscita non c’è. Adesso tutti i tuoi neuroni, nessuno escluso, si abbracciano piangendo. Ti ha annientato.

Donna vs Uomo: 1000 – 0.  

Vorresti essere altrove, vorresti non essere un uomo. Persino il tuo pisello cerca di mimetizzarsi da testicolo per il disagio. Ora sono in tre. Non stai capendo, non ci arrivi e proprio per quello ha ragione lei. Potresti provare a chiedere…ma ti ha detto che è inutile. I enne u ti elle e: inutile.

Non hai l’aiuto del pubblico, perchè sta ancora applaudendo il torero.Non hai l’aiuto del computer, perchè si rifiuta ( neppure lui è dotato dei neuroni necessari). Se avessi l’aiuto da casa e ti rispondesse tuo padre direbbe: “ha sbagliato numero” poi riattacherebbe terrorizzato. Se rispondesse tua madre direbbe “sei tutto tuo padre”.

Già, perché non esiste via d’uscita, e le donne lo sanno. E ne approfittano. Noi maschietti siamo fisiologicamente impossibilitati  a distinguere il rosa  dal pervinca e a capire le cinquantaquattro possibili sfumature di significato dei “no” femminili; affoghiamo nella amletica domanda: “ Come regalo, apprezzerà di più un  completo intimo Chanel o uno  di Intimissimi?”  Per noi basta che sia piccolissimo e trasparente. Inequivocabile insomma, che non dia possibilità di errore. Conosciamo i nostri limiti e abbiamo imparato ad arrenderci, perché sappiamo che la psiche di un uomo di 40 anni è identica a quella di un bimbo di 6, con l’aggiunta del concetto di figa.

Alex

I neuroni di lei

I neuroni della ragazza di Alex durante la discussione