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Piccole cose che mi danno grande fastidio

La Smart parcheggiata perpendicolarmente al marciapiede. Fosse più lunga che larga lo capirei. Ma trattandosi praticamente di un quadrato non ne capisco il senso.

Le mail mandate in copia al capo del capo del capo del tuo capo con scritto “Puoi fare questo?”. Come quando da bambino ti dicevano “Lo dico a tuo padre” ma almeno la cosa si fermava lì. Non lo dicevano a tuo padre, tua nonna ,tua zia, tuo zio etc…..

La mia mamma che decide di preparare le lasagne quando le dico “sono a dieta”.

L’animatore del villaggio turistico. Si avvicina con sorriso Durbans, ha 78 denti disposti su tre file come gli squali e le occhiaie tipo panda perché dorme 3 ore per notte da 4 mesi,  e:
– Vuoi giocare a nascondino? – No, sono in ferie e voglio farmi i cazzi miei
– Vuoi partecipare alla caccia al tesoro? – No, sono in ferie e voglio farmi i cazzi miei
– Vieni alla lezione di danze tirolesi del Sudafrica? – No, sono in ferie e voglio farmi i cazzi miei, Cazzo ma tu ridi sempre?

Il navigatore che per andare a Genova da Torino mi fa passare da Parma.

L’amico che quando sei nervoso ti dice ” rilassati”. E no che non mi rilasso! Se sono incazzato un motivo ci sarà no? E il tuo “rilassati” non fa altro che farmi incazzare di più.

La pubblicità dell’acqua Rocchetta che fa fare plin-plin. Tutte le acque fanno pisciare, ma proprio tutte, che siano Rocchetta o meno. Come facessero la pubblicità delle scarpe dicendo “e ci puoi mettere i piedi dentro!”

La commessa che cerca di convincermi che il vestito mi sta bene, quando è evidente che ho l’aspetto  di una mortadella nella rete o di una salama da sugo. Ma mi prendi per scema? O cieca? Ma vacci tu in giro con sto orrore addosso.

Le rotonde, i cartelli stradali, gli alberi incellophanati per poterci scrivere sopra “Chicco e Chicca oggi sposi” con la freccia che indica la direzione del ristorante. Nell’epoca di google maps vi schifa l’idea di dare l’indirizzo del ristorante e stop? Ma soprattutto poi levatele invece di lasciarle a imperitura memoria dell’infausto giorno. E dopo un anno ti verrebbe da fermarti e scrivere “Chicco e Chicca….ancora sposi? Figli? Fatevi sentire!”

Il capo che alle 17:30, mentre sto per cliccare su  chiudi sessione, entra e  mi chiede “hai un minuto?”

Il vino caldo al ristorante, col cameriere che con la faccia da tombino ti dice “ma signora, il rosso va servito a temperatura ambiente”.E no! Questa è una leggenda popolare tipo i coccodrilli nelle fogne. Se siamo a Palermo  e ci sono 30 gradi ti chiedo dello Syrah, non del vin brulé!

L’onda verde. Siamo sicuri che sia ancora un servizio utile interrompere le trasmissioni per dire che tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello c’è coda? O che ci sono rallentamenti tra Pero e Cormano? E’ come interrompere le trasmissioni per dire che a Roma c’è il Colosseo e a Pisa una torre che pende.

Il mio medico della mutua.
– Posso passare in studio? Ho l’influenza
– Ha prenotato?
– No, l’ho presa con un’offerta su Groupon all’ultimo minuto…

Alex e Meli

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