Etichettato: Battesimo

Alzati che devo sbrinare il frigo

Gli uomini lo sanno: capita. Ed infatti anche a me è capitato che il mio gretto materialismo maschilista si contrapponesse alla spiccata sensibilità di qualche donna. Ricordo in particolare tre frasi che mi sono state dette e che hanno cambiato in modo definitivo il mio rapporto con le donne.

Ti lascio perché ho paura di perderti.

La logica sottesa dalla frase è semplice e intuitiva. E’ del tipo: ho paura di morire quindi mi ammazzo. Oppure: ho paura di avere un incidente d’auto e quindi mi fiondo contro il muro. Una sorta di eutanasia preventiva. Insomma: a posteriori ci sta. Detta da una donna, ci sta. Ma io sono uomo e quando l’ho sentita ho avvertito un vago, ma sottolineo vago, senso di incoerenza  che mi ha ricordato il momento in cui, dopo la visita militare di leva, mi diedero il “congedo illimitato provvisorio”.

Che ti verrebbe da dire: o è illimitato, o è provvisorio. Ma no, quello era illimitato e provvisorio. E te lo facevi andare bene così. Stop. E grazie all’atavica pigrizia mentale maschile non solo te lo fai andar bene ma addirittura, alla fine, ti pare sensato, ci convivi. Ed è per questo motivo che, sentita la frase di cui sopra ho risposto qualcosa tipo “Ex amore…hai proprio ragione, fai bene”.

Stanotte, mentre dormivi, io piangevo e tu non te ne sei neanche accorto.

Ti svegli una mattina con lei al al tuo fianco. Ti stiri, ti rigiri, la abbracci ma lei si ritrae.

-amore che c’è?

-che c’è? Mi chiedi cosa c’è? Hai il coraggio di chiedermi cosa c’è?

– mumble mumble…(faccia da mucca che guarda il treno) …..mumble …..si….che c’è?

– stanotte, mentre dormivi, io piangevo e tu non te ne sei neanche accorto

Ecco. Come nel cristianesimo nasci e, a causa del peccato originale, sei già peccatore, con la tua compagna ti svegli e, a causa del fatto che dormivi, sei già stronzo. E lo sei senza diritto d’appello. Inutile tentare una linea difensiva tipo “eee ma dormivo” perché il pubblico ministero la trasforma in accusa dicendo, con le lacrime agli occhi: “Appunto!!! Vedi che ho ragione?”. Il peccato originale te lo lavano via col battesimo. Il fatto di essere stronzo è indelebile.

Alzati che devo sbrinare il frigo.

Avulsa dal contesto parrebbe non avere senso. Allora contestualizziamola: frase pronunciata da mia mamma un sabato mattina alle 8 a.m; dormivo da quasi due ore. Continua a non avere un senso o almeno non lo trovo io. Non lo trovo adesso come non lo trovai allora. Aprii gli occhi (almeno uno) e mi vennero in mente diverse possibili risposte.

“Il mio overcraft è pieno di anguille”. Tentativo di dialogo demenziale nonsense ispirato ai Monty Python. Come a dire: vuoi usare parole a caso? Mi va bene, continuiamo. Ma la mamma non avrebbe colto.

“Ti saluto mentre mi riconosci ancora”. Ma si sarebbe incazzata. Si incazza ogni volta che glielo dico. Scelsi allora un’altra  opzione:

– Ma sto dormendo nel frigo?

Lei – Mi stai prendendo in giro?

E mi guardava stupita che non riuscissi a cogliere la logica ferrea e integerrima alla base della sua affermazione. Rimasi zitto, fintamente pentito della mia risposta ma soprattutto ignaro di quale fosse il filo logico che legava il mio destino e quello del frigorifero. Ma capii due cose importantissime. La prima è che era giunta l’ora di andare via di casa. La seconda è che le donne non le capisci…ti ci abitui.

Alex

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Alex mentre ascolta le frasi

La fede secondo Jim

Pieni anni ’80. Ho 9 anni ed è il giorno della mia prima comunione. Sono  stato battezzato a mia insaputa e non mi hanno spiegato che la comunione è un optional. Quindi eccomi al fatidico giorno. Poteva andarmi peggio: fossi un bimbo di qualche tribù africana magari come cerimonia di iniziazione dovrei stare nella giungla 7 giorni e 7 notti, cercando di catturare un leone.  Per me è più semplice,  mi basta sopravvivere a questa giornata.

E cosa c’è di difficile?

Giacchettina di velluto modello Bertinotti, pantaloni corti (sopra il ginocchio) anch’essi di velluto, calze di cotone traforato (di quelle che per togliere i segni dovevi usare una smerigliatrice), papillon con elastico ma soprattutto scarpette di vernice con laccetto. Le abbiamo  io e Dorotea del Mago di Oz. Le sue sono rosse ma le mie, quando cammino, fanno

tichete tachete, tichete tachete, tichete tachete,

dandomi  l’idea di richiamare l’attenzione di tutti. Mi sento un incrocio tra un tirolese e un amish e ho le scarpe di Fred Astaire quando ballava il tip-tap.

Ecco cosa c’è di difficile.

Stiamo percorrendo la navata centrale della chiesa in fila indiana e abbiamo tutti un cero acceso in mano. I maschietti vestiti più o meno come me. Le femminucce, agghindate da piccole spose, sembrano tante piccole meringhe bianche in fila. Insomma non sono sicuramente la cosa più eclatante da guardare ma

tichete tachete tichete tachete

tutto il mondo guarda me

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Vorrei sparire

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Mi lancio in uno dei rarissimi atti di fede della mia vita:

– Gesù ti prego aiutami.

Non penso realmente di essere ascoltato. E sbaglio. Non solo Gesù mi ascolta…ma lo fa in modo a dir poco eclatante. Matteo, Il bambino che mi precede, si distrae e accelera il passo finendo per urtare Katia davanti a sé. Katia ha lunghi capelli biondi vaporosi e Matteo un cero acceso in mano.

L’effetto è pirotecnico. I capelli di Katia fanno un’unica, grande, stupenda vampata. Katia urla, Matteo urla, tutti urlano.

– Signore…s’è appicciata la bambina!!!

Eeeee si. Perchè siamo a Torino ma pur sempre a Mirafiori Sud.

Alcuni adulti si lanciano in fretta e furia verso la bambina cercando si spegnere le fiamme. E’ bellissimo. Sembra di essere a pogare sotto il palco a un concerto dei Doors. Li avrei scoperti anni dopo, ma le note di “Light my fire” già mi risuonano in testa. E non nego che dietro le fiamme, sopra l’altare, mi par di intravedere Jim Morrison.

Le fiamme vengono domate e Katia ne esce illesa. Lei, la sua acconciatura meno: ora ha la frangetta sia davanti che dietro e i capelli più che biondi sono un po’ fumé . Il tutto ricorda vagamente l’aspetto di un nido. Io sono felice perché ora ho la matematica certezza che nessuno più sta guardando me. Potrei veramente ballare il tip-tap senza riuscire a sottrarre la scena ai capelli fumanti di Katia.

Lì si concludono i miei ricordi della cerimonia. Cosa ne è stato dei protagonisti della vicenda?

Beh Katia si fece tagliare i capelli a spazzola. Oggi fa l’avvocato, i capelli li porta ancora cortissimi e ha sposato un pompiere.

Matteo si guadagnò il rispetto di tutti i compagni di scuola come involontaria causa della meravigliosa vicenda. Non so se per senso di colpa o per vocazione ha preso i voti e ora fa il prete.

Anche in me, dopo quella vicenda, è nato un particolare legame con la fede: vado in chiesa ogni volta che sento il bisogno di pensare a Jim Morrison.

E a Gesù, forse, dovrei chiedere aiuto più spesso.

Alex

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Ecco la visione del piccolo Alex