L’italiano per tutti: l’utilizzo della parola ‘cazzo’.

La lingua italiana è complessa. Ma c’è una parola in particolare che, a causa delle diverse sfumature di significato, e degli innumerevoli modi di dire in cui viene usata, è di difficile comprensione per chi si avvicina da neofita alla nostra lingua. La parola in questione è “cazzo”. Vediamone alcuni utilizzi:

Che cazzo vuoi? Di solito significa “Cosa vuoi?”. Fa eccezione il caso in cui sia pronunciata da un uomo con due peni….ma è un eccezione assai rara.

Dove cazzo vai? Che cazzo ne pensi? Uso pleonastico. Rafforzativo.

Fare una cosa a cazzo. Fare una cosa male, senza preoccuparsi del buon fine. Espressione quanto meno buffa, se si considera che poche cose vengono utilizzate in modo così finalizzato come il cazzo. Esiste la variante a cazzo di cane. Ignota l’origine.

Stare sul cazzo. Essere antipatici. Anche se fuor di metafora verrebbe da pensare che chi sta sul cazzo non sta sul cazzo.

Rompere il cazzo. Grazie al cielo si tratta solo, esclusivamente, unicamente di una metafora. E niente più! Significa “dar fastidio”

Col cazzo! A dispetto della traduzione letterale vuol semplicemente dire “no”. L’utilizzo di questa espressione diventa paradossale in casi come:
– me la dai?
– col cazzo!

Fatti i cazzi tuoi. Significa: “sii riservato” o “non ti occupare degli affari altrui”. Interessante il fatto che si usi al plurale. Perchè non si dice: fatti il cazzo tuo?

Testa di cazzo. Non si riferisce a una creatura mitologica metà uomo e metà pene ma semplicemente a una persona inaffidabile, balzana.

Non vedere un cazzo, non prendere un cazzo. In quest’accezione quasi sempre significa “nulla”. Anche se talvolta queste espressioni sono riferite a casi di zitellaggio estremi.

Oh cazzo! Sinonimo di: corbezzoli, pofferbacco, accipicchia, per la coda di Belzebù

Grazie al cazzo. Apparente ringraziamento votivo a un ipotetico idolo, significa in realtà qualcosa tipo “e già…comodo così…”

….del cazzo. Quest’espressione abbinata a qualsiasi sostantivo ne sminuisce il valore. Decisamente avvilente per un maschio. Meditate uomini, meditate.

Sono cazzi. Da intendersi come: “sono tempi duri”. Presenti alcune varianti tipo piovono cazzi. Ci sarebbe anche sono cazzi amari, ma eviterei di impelagarmi nell’ambito della degustazione. Mi limiterei a chiedermi perchè nei momenti positivi non si dice sono cazzi dolci.

E veniamo ad alcuni termini derivati:

Scazzo. La “s” non è privativa. Non è la mancanza di cazzo ma la mancanza di entusiasmo. Ma forse la mancanza di cazzo può creare scazzo.

Cazzuto. Forte, determinato. efficace. Forse deriva da ciò che ci si aspetterebbe da un cazzo.

Cazzata. Significa bugia, cosa sbagliata, errore. La parola cazzata regge il verbo sparare e non il verbo dire. Quindi non si dicono cazzate, ma si sparano.

Cazzaro.Colui che spara cazzate.

Cazziatone. Significa discorso di rimprovero. Per capirci: durante un cazziatone sono cazzi. Di solito amari.

Cazzone. Contrariamente a quello che verrebbe da pensare non ha una connotazione positiva.

Fancazzista. Colui che non fa nulla o che sta lì a cazzofare.

Cazzeggiare. La principale occupazione del fancazzista.

Cazzarola. Variante soft di cazzo. Utile per i genitori di bambini piccoli.

Alla luce di tutto ciò, comunque conscio di non essere stato esaustivo in questo “trattato” del cazzo, mi chiedo: ma cosa voleva dire mia nonna con “Meglio un piatto con un cazzo dentro che un piatto vuoto”?

Alex

 

cazzo

Oh cazzo!

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  1. entomotimica

    La foto è deliziosa – anche per i non amanti del genere – come l’approfondimento linguistico (doppi sensi del…). Mi piacerebbe aggiungere alle voci derivate il verbo cazziare (cioè rimproverare aspramente) e rivendicare l’origine siciliana del termine nel precisare l’accentazione della sua coniugazione: io cazzìo, tu cazzìi e così via e non, come usa, io càzzio, tu càzzi e così via. Molto divertente, grazie!

  2. flampur

    “Cazzo di post” credo esaurisca appieno, con una variante rafforzativa, l’espressione “…del cazzo”, già considerata come dicitura sminuente.

  3. gattaliquirizia

    credo che la frase detta da tua nonna fosse più o meno l’equivalente di un detto delle mie parti: “quandu auru nu tieni, cu mammata te curchi”, il cui senso è, più o meno, tocca accontentarsi di quello che c’è, e fare “di necessità virtù” 😀

  4. graziaballe

    per cazzimma mi verrebbe di non commentare! 😉
    dalle mie parti c’è anche lo “stracazzo”, in versione rafforzativa di un pò tutto (fare le cose alla stracazzo, uno stracazzo di posto, etc).
    e incazzoso, o incazzuso…chi si incazza facilmente…ecco cosa ….incazzarsi!!! che sappiamo bene non è l’utilizzo del cazzo come saccoapelo, per quanto….oddio, basta…:D
    uh.
    poi cazza la randa…vale?
    no?
    c’hai ragione…
    😀

  5. Pupazza

    Splendido approfondimento linguistico, complimenti! Tra cazzi e mazzi, segnalerei l’espressione “cazzoméne”, sinonimo di chemmefrega. Anche se ad una collega è stato facile far credere che fosse il nome di un filosofo epicureo, semplicemente cambiando l’accento (cazzòmene).

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