Non sono una signora…

Il mio ufficio ha traslocato.

Regime di austerity, contenimento delle spese etc… E così sono passata da un locale fantastico  con vista panoramica  in centro,  al sottoscala di una cantina. Come passare da Sex and the city a Prison Break, da Brad Pitt a Danny De Vito, dalle Maldive a Milano MarittimaPessimismo e fastidio. Prima  dalla finestra vedevo l’impagabile silhouette della Mole, ora un muro stile Vallette (carceri torinesi). Qualcuno prima di me ha  provvidenzialmente  segato le  grate  della  finestrotta della mia nuova residenza diurna  (beato lui che è riuscito a evadere); da questa,   posizionata più in basso rispetto al livello stradale,  intravvedo  intrigantissimi  copertoni d’auto:  impossibile aprire le ante  se non voglio farmi  una bella dose ci Co2.  Depre depre depre e ancora depre. Fossi maschio mi consolerei almeno  ammirando le instancabili  gambe delle  “libere imprenditrici” che passeggiano sul marciapiede di fronte….eggià, perché la zona è rinomata  e conosciuta per essere fornitrice di servizi vari. Non ci facciamo mancare nulla noi. La cosa buffa è che è così frequente vedere queste signorine andar su e giù per il corso,  che se anche solitamente te ne vai in giro vestita in scarpe da ginnastica e giubbottino sfatto come me, non ti puoi attardare un attimo sul marciapiede, che qualche auto di sicuro si ferma.

Secondo giorno di lavoro a Prison Break, evado verso le 18. Faccia rossiccia per le inalazioni di anidride carbonica e  coglioni a terra, aspetto davanti all’uscita del mio carcere  che Alex, sempre in ritardo, mi passi a prendere.  Un’auto  rallenta, il conducente mi guarda (no, non è Alex, la sua auto è più  sgraruppata), accosta, si ferma. Abbassa il finestrino e mi biascica qualcosa. Sui 50, panzuto, pelato, occhio acquoso…laido. E  io, dall’alto dei miei trentacinque  passati da un po’ penso, candida come una rosa di maggio, che mi stia chiedendo un’informazione. Mi avvicino quindi  e chiedo “come scusi?”  E lui ” quanto vuoi bella?”. Avrei voluto insultarlo, scaraventargli dietro tutto il fornitissimo armamentario di improperi che da anni alimento e  custodisco in segreto nell’attesa di trovare l’occasione giusta per  scaricarlo,  come valanga di letame, dritta nella bocca del malcapitato di turno; mille possibili risposte che   mi si accavallavano nella mente:

– La risposta offensiva “La stessa tariffa di tua madre”….ma sua mamma poveretta…che c’entra?

– La risposta Pretty Woman “Una Ferrari grigio metallizzato, un attico, 25000 euro in anticipo e poi 5000 euro l’ora”…ma se poi risponde “ok va bene”?

– La risposta destabilizzante “Non è un problema di soldi…..a proposito mi chiamo Nicola”

– La risposta d’azione “Sono della buoncostume, scenda subito dall’auto e metta le mani sul cofano”… ma se poi ci crede mi tocca perquisirlo?

Ma non ce la faccio… lo guardo e, digrignando tutti e 32 denti, gli dico l’unica cosa che mi riesce:

“Io non sono una mignotta. E tu, ometto, mi fai schifo”.

Penso che si incazzerà, penso che mi manderà a quel paese. E invece no. Con una gentilezza inaspettata ma tutto sommato gradita, risponde imbarazzato: “Mi scusi signorina”. E se ne va. E io candida come una rosa di maggio, pure.

Meli

mig2

Una libera imprenditrice

 

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  1. Bia

    Noooo anche tu nel seminterrato?! Io da agosto dello scorso anno… passata da ufficio presidenziale con finestrone, alla cantina con visuale copertoni. E sopra di me, c’è un bel roseto, così tempo due settimane inizierà la battaglia con le zanzare…. Però almeno tu sei in una zona divertente, fai incontri interessanti. Ioal massimo, incontro il gelataio che fa la ronda delle 17 :/

  2. spuga74

    Mazza che brutta zona, da bazzicare solo con la luce. Un po di anni fa lavoravo vicino ad un sexy shop, molto ben fornito, almeno credo, visto il via vai che c’era. Beh pur essendo uomo, quando uscivo tardi un po’ me la facevo addosso a vedere i ceffi che passavano di li. Uscivo, sguardo basso e via, a passo veloce verso la metro.

    • zonerrogene

      Però si dice che dove ci sono le prostitute non ci siano spacciatori e che la zona sia relativamente “sicura “proprio perché i protettori hanno interesse nel mantenerla tale … Sarà …
      M.

  3. ingenuetà

    Ma quindi a Torino ci sono ancora le “zone delle prostitute”…sono le stesse che ricordo io ed esistenti da anni (tipo la Pellerina)? Pensa che mia mamma si trovò a vivere più o meno la stessa tua situazione circa 40 anni fa in corso Massimo D’Azeglio. Qui a Milano ormai sono diffuse ovunque e le zone corrispondono solo alla diversità di “servizio offerto”.
    Da anni sto in un quartiere in cui convivono presenze storiche (ma proprio vintage) e new entries, in genere straniere. Però ti dirò che sono una presenza rassicurante, soprattutto quando la sera torno a casa da sola ^_^.

  4. graziaballe

    Bhè doveva essere alle prime armi però se ha scelto una completamente vestita! oppure chiamalo scemo!…che la Meli si sa è un bel fiorellino… :)))
    Per uno così poteva andare anche la risposta ecumenica-colpevolistica “Ma non si vergogna alla sua età? posso essere sua figlia! Dica 4 Pedrenostri e 5 Avemarie, si penta e vada via, sporcaccione!”….Secondo me lo avrebbe fatto! 🙂

    Meliiii….ma addirittura nel seminterrato??? Non hanno calcolato lo choc che avreste avuto? E comunque la salubrità deve essere garantita…va bene le ristrettezze economiche ma la soc. per la quale lavori non è che stia nelle condizioni di mettere i dipendenti in garage! Rivendicate almeno delle finestre e della luce diretta! Solidarietà! :/

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