Cazzi e mazze: se perdi fai la mamma

“Duello di peni tra mamma e papà” su questo titoletto mi è caduto l’occhio tra un click e l’altro di una annoiata navigazione su internet in pausa pranzo. Più su l’altro titolo: “Sei modi creativi di usare i genitali”. Non mi sono neanche concesso il tempo di ripassare i modi (poco più di un paio) che conosco io e già stavo cliccando, immaginando di finire in un sito di quelli….di quelli….che poi si cancella la cronologia di Internet.E invece no…dIlusione..dIlusione. Mi ritrovo sul sito del National Geographic in cui, sotto le foto di simpatici animaletti colorati, viene descritto il bizzarro utilizzo che essi fanno dei loro organi genitali. Inevitabile leggere. E ancor più inevitabile, immaginare cosa succederebbe se anche gli umani avessero caratteristiche comparabili.

Cominciamo da un minuscolo insetto d’acqua che, per richiamare la femmina, produce un rumore assordante strofinando il pene sull’addome. Ora, donne, capisco che sms e squillini sul cellulare possano darvi fastidio. Ma vi immaginate cosa sarebbe la vostra vita, se foste circondati da uomini che, per parlarvi,facessero sbattere il loro gioiellino sulla panza a mo’ di mazza sul tamburo?!

“Amore”  bum bum bum bum bum “aperitivo stasera?”   bum bum bum bum

A ruota segue la foto di un simpatico e colorato verme marino ermafrodita: è sia maschio che femmina. Quando due individui si incontrano, entrambi estraggono il pene e cercano di fecondare l’altro. Chi perde fa la mamma. Salto a pie’ pari le eventuali simbologie e metafore, ma non posso non chiedermi come sarebbero gli analoghi incontri umani:

– “Dammela!”

– “No dammela tu!”

e a quel punto, come in un duello di guerre Stellari a botte di spada laser, passeremmo delle mezz’ore (sigaretta del dopo inclusa) a cercare di infilzare l’avversario?

Ultimo, ma non in ordine di genialità l’Argonauta, un mollusco marino. Se rileva la presenza di una femmina, il suo organo sessuale si stacca e, nuotando in autonomia (sottolineo “in autonomia”) raggiunge la femmina fecondandola.Risulta evidente che, applicando le stesse regole alla razza umana, gli scenari diventano veramente molteplici quanto bizzarri.Per i maschietti: immaginate il vostro prezioso gingillo che, mentre camminate per strada, si leva in volo, in completa autonomia, all’inseguimento di un altrui femmineo pertugio. Cominciamo col dire che, a quel punto, sarebbe ampiamente giustificato l’appellativo di “uccello”. Ma più che altro, già mi par di vedere scene balzane di uomini che, guardando la loro preziosa appendice partire, la inciterebbero con motti tipo:

– “distruggila!!!”

– “dagliene finchè ce n’è”

– o per i più romantici “scrivi quando arriviiiii” sventolando il fazzoletto

– o ancora “mi mancheraiiiii”

Tale scenario risulta ancora più inquietante visto dal punto di vista femminile. Da un lato Megan Fox e Jessica Alba che scappano inseguite da enormi stormi di cazzi volanti. Dall’altro arzille vecchine che invece li inseguono, col retino da farfalle, cercando di prenderne almeno uno. Sicuramente troverebbe nuovo vigore e significato l’espressione “Che cazzo vuoi?”

Non sono finiti qui i simpatici animaletti della fattoria del National Geographic. Ma non vi voglio rovinare la sorpresa:

La Galleria dei simpatici animaletti

Ma tornando all’Argonauta, mi resta un solo dubbio. Ma alla fine, la sigaretta, chi se la fuma? Il pene oramai soddisfatto e felice a fine missione….o il suo proprietario, orfano del suo apparato più prezioso, mormorando preoccupato “dove sei cazzo?”

Alex

Polyclad flatworm, Pseudobiceros gloriosus

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